SussidiEuropei.it


DNSH: cos’è il principio Do No Significant Harm e come superarlo nei bandi PNRR e UE

📊
Mappatore Fondi PMI
Trova finanziamenti aziendali
🇪🇺
Calcolatore Idoneità
Verifica l’accesso ai bandi UE
✈️
Preventivo Mobilità
Calcola i costi per l’estero
💼
Pensione Professionale
Stima la previdenza integrativa

Se hai mai presentato un bando PNRR o europeo, hai visto una casella che chiede di dichiarare che il progetto “rispetta il principio DNSH”. Se l’hai spuntata senza sapere cosa fosse, non sei il solo: il 70% delle PMI italiane non sa cos’è il DNSH. Ma se la casella è sbagliata, il bando viene bocciato. In questa guida ti spiego cos’è il principio Do No Significant Harm, come funziona l’autodichiarazione, e quali sono gli errori che fanno respingere le domande.

Cos’è il DNSH

DNSH sta per Do No Significant Harm (Non Arrecare Danni Significativi). È un principio introdotto dal Regolamento (UE) 2020/852 (Taxonomy Regulation) che si applica a tutti i finanziamenti dell’Unione Europea, dal PNRR ai bandi Horizon, InvestEU, FESR, FEASR.

Il principio dice: un progetto può ricevere fondi pubblici europei solo se non arreca danni significativi a nessuno dei 6 obiettivi ambientali dell’UE. Anche se il progetto ha un obiettivo positivo (es. digitalizzazione), non deve danneggiare gli altri obiettivi (es. aumentare l’inquinamento).

I 6 obiettivi ambientali

Il DNSH valuta l’impatto del progetto su 6 obiettivi:

  1. Mitigazione dei cambiamenti climatici: il progetto non deve aumentare le emissioni di gas serra
  2. Adattamento ai cambiamenti climatici: il progetto non deve aumentare la vulnerabilità al clima
  3. Uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e marine: il progetto non deve inquinare o spreccare acqua
  4. Economia circolare: il progetto non deve aumentare i rifiuti o l’uso di materiali non riciclabili
  5. Prevenzione e controllo dell’inquinamento: il progetto non deve aumentare l’inquinamento atmosferico, del suolo, dell’acqua
  6. Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi: il progetto non deve danneggiare habitat naturali

Per ogni obiettivo, il progetto deve o contribuire positivamente, o almeno non arrecare danno significativo.

Come funziona l’autodichiarazione DNSH

Per la maggior parte dei bandi PNRR e UE, il DNSH si applica tramite autodichiarazione: il beneficiario dichiara (sotto la propria responsabilità) che il progetto rispetta il principio. Non serve una certificazione di terzi (salvo casi specifici).

L’autodichiarazione DNSH tipica contiene:

  1. Descrizione del progetto: cosa fa, cosa produce, cosa installa
  2. Valutazione per ciascuno dei 6 obiettivi: il progetto contribuisce positivamente, è neutro, o ha impatti da mitigare
  3. Misure di mitigazione: se ci sono impatti, cosa fai per ridurli
  4. Conformità normativa: il progetto rispetta la legislazione ambientale italiana ed europea

Semplificazione per piccoli progetti

Per progetti sotto i 10 milioni di euro, la Commissione Europea ha semplificato il DNSH:

  • Progetti sotto 1 mln: autodichiarazione semplificata (semplice check-box + descrizione)
  • Progetti 1-10 mln: autodichiarazione con valutazione per ogni obiettivo
  • Progetti sopra 10 mln: verifica DNSH approfondita, eventualmente con supporto tecnico

La maggior parte delle PMI italiane rientra nella prima fascia (sotto 1 milione).

Gli errori che fanno bocciare le domande

Errore 1: spuntare “rispetta DNSH” senza valutare

Il errore più comune: spuntare la casella “il progetto rispetta il DNSH” senza fare la valutazione. Se il bando viene controllato (e il 5% viene controllato a campione), l’assenza di valutazione porta alla revoca del finanziamento.

Soluzione: allega sempre una breve valutazione DNSH, anche per progetti piccoli. Bastano 2-3 frasi per ciascuno dei 6 obiettivi.

Errore 2: ignorare il DNSH sui combustibili fossili

Il DNSH esclude esplicitamente i progetti che usano combustibili fossili come fonte principale di energia. Se il tuo bando prevede l’installazione di una caldaia a gas (anche a condensazione), il DNSH è violato sull’obiettivo “mitigazione climatica”.

Soluzione: usa pompe di calore, solare termico, biomassa, o almeno includi una componente rinnovabile significativa.

Errore 3: non considerare l’uso del suolo

I progetti che consumo suolo naturale (edificazione su terreno agricolo, disboscamento) violano il DNSH sull’obiettivo “biodiversità”. Anche se il progetto è un impianto fotovoltaico (che riduce le emissioni), se consuma suolo agricolo di alta qualità, può essere bocciato.

Soluzione: privilegia fotovoltaico su tetto, aree industriali dismesse, o agrovoltaico (che mantiene la coltivazione).

Errore 4: non dichiarare i rifiuti

Se il progetto produce rifiuti (es. smantellamento di vecchi impianti, materiali da costruzione), devi dichiarare come li gestisci. Se non lo fai, violi il DNSH sull’obiettivo “economia circolare”.

Soluzione: nel progetto, includi sempre un piano di gestione dei rifiuti (smaltimento conforme, riciclo dove possibile).

Errore 5: non rispettare la legislazione ambientale

Il DNSH richiede il rispetto di TUTTA la legislazione ambientale applicabile. Se l’azienda ha violazioni ambientali in corso (es. scarichi non conformi, emissioni sopra i limiti), il DNSH è violato.

Soluzione: prima di presentare il bando, verifica la conformità ambientale (autorizzazioni integrazioni ambientali, AUA, ASPP).

Il check DNSH interattivo

Per aiutarti a valutare se il tuo progetto passa il DNSH, abbiamo creato un tool interattivo. Inserisci il tipo di progetto e le caratteristiche chiave, e ottieni un semaforo (verde/giallo/rosso) sui 6 obiettivi ambientali.

Check DNSH: il tuo progetto passa? — SussidiEuropei.it

Check DNSH: il tuo progetto passa?

Verifica il principio Do No Significant Harm sui 6 obiettivi ambientali UE

Tipologia di progetto

Caratteristiche chiave

Risultato DNSH

Strumento orientativo basato sul Regolamento (UE) 2020/852 (Taxonomy) e sulle linee guida DNSH della Commissione Europea. Non sostituisce la valutazione professionale. Per l’autodichiarazione ufficiale, consulta un tecnico ambientale.

Il DNSH nei principali programmi UE

Ogni programma UE applica il DNSH in modo specifico. Ecco i principali.

PNRR

Il PNRR italiano applica il DNSH a tutti gli investimenti. Ogni misura del PNRR ha una scheda DNSH che descrive come il principio è rispettato. Per i beneficiari finali (PMI, cittadini), l’autodichiarazione DNSH è richiesta nella domanda di bando.

Horizon Europe

Horizon Europe richiede il DNSH per tutti i progetti di ricerca. Inoltre, richiede un Gender Equality Plan (GEP) come eligibilità. Il DNSH in Horizon è più stringente: la proposta deve includere una sezione specifica sull’impatto ambientale del progetto di ricerca.

InvestEU

InvestEU richiede il DNSH per tutti gli investimenti finanziati. La banca o l’intermediario finanziario verifica il DNSH in fase di istruttoria. Per le PMI che accedono a garanzie InvestEU, il DNSH è incluso nel questionario di eligibilità.

FESR (Fondi Europei di Sviluppo Regionale)

Il FESR applica il DNSH tramite i PSR regionali e i POR. Ogni Regione ha una propria modulistica DNSH, ma il principio è lo stesso. Per i bandi FESR, l’autodichiarazione DNSH è parte della domanda.

Per approfondire i criteri ESG specifici in ciascun programma: Criteri ESG nei fondi europei 2026.

La template di autodichiarazione DNSH

Ecco una template che puoi adattare per il tuo bando:

text

AUTODICHIARAZIONE DNSH

Il sottoscritto/a [nome], in qualità di [ruolo] di [azienda],

dichiara che il progetto “[titolo progetto]” rispetta il principio

“Do No Significant Harm” (DNSH) di cui al Regolamento (UE) 2020/852,

per ciascuno dei 6 obiettivi ambientali:

1. MITIGAZIONE CLIMATICA: il progetto [non aumenta le emissioni / riduce

le emissioni di X tCO2e/anno mediante Y]. Non utilizza combustibili

fossili come fonte principale di energia.

2. ADATTAMENTO CLIMATICO: il progetto [non aumenta la vulnerabilità

climatica / include misure di adattamento: Z].

3. RISORSE IDRICHE: il progetto [non impatta le risorse idriche /

riduce i consumi idrici di X%].

4. ECONOMIA CIRCOLARE: il progetto [non aumenta la produzione di rifiuti

/ prevede il riciclo di X% dei materiali].

5. PREVENZIONE INQUINAMENTO: il progetto [non aumenta l’inquinamento /

riduce le emissioni inquinanti di X]. L’azienda è in regola con la

legislazione ambientale (autorizzazioni, AUA, conformità).

6. BIODIVERSITÀ: il progetto [non impatta ecosistemi naturali /

non comporta consumo di suolo / prevede misure di compensazione].

Data: _______________

Firma: _______________

Cosa fare se il DNSH è “giallo” o “rosso”

Se la tua valutazione DNSH identifica impatti (giallo) o violazioni (rosso), hai 3 opzioni:

  1. Modificare il progetto: cambia la tecnologia, la fonte energetica, i materiali, per eliminare l’impatto
  2. Aggiungere misure di mitigazione: se non puoi eliminare l’impatto, riducilo (es. compensazione CO₂, gestione rifiuti, efficienza energetica)
  3. Rinunciare al bando: se il DNSH è rosso e non puoi modificare il progetto, il bando non è per te

Il DNSH non è un ostacolo insormontabile: è un filtro che assicura che i soldi pubblici finanzino progetti sostenibili. Se il tuo progetto non passa il DNSH, probabilmente non è un progetto che l’UE vuole finanziare (e ci sarà un motivo).

Domande frequenti

Il DNSH si applica a tutti i bandi o solo a quelli ambientali? A tutti i bandi finanziati dall’UE, anche quelli non ambientali (es. digitalizzazione, formazione, sanità). Il DNSH è un principio trasversale.

Serve un consulente per il DNSH? Per progetti sotto 1 milione, no. L’autodichiarazione è semplice e puoi farla da solo. Per progetti sopra 10 milioni, è consigliabile un supporto tecnico.

Cosa succede se dichiaro DNSH rispettato ma non lo è? Se il progetto viene controllato (5% a campione) e il DNSH non è rispettato, il finanziamento viene revocato con restituzione. In caso di dolo (dichiarazione falsa consapevole), ci sono sanzioni penali.

Il DNSH c’entra con la CSRD? No, sono due cose separate. La CSRD è la rendicontazione di sostenibilità delle aziende. Il DNSH è un principio che si applica ai fondi UE. Un’azienda può non essere obbligata CSRD ma deve comunque rispettare il DNSH nei bandi.

Il fotovoltaico passa sempre il DNSH? Non sempre. Il fotovoltaico su tetto passa (verde su tutti gli obiettivi). Il fotovoltaico a terra può essere giallo/rosso sull’obiettivo biodiversità (consumo di suolo). L’agrovoltaico passa perché mantiene la coltivazione.

Per concludere

Il DNSH è il “bollino verde” dei fondi europei. Non è un ostacolo, è un filtro: assicura che i soldi pubblici finanzino progetti che non danneggiano l’ambiente. Per la maggior parte delle PMI, l’autodichiarazione DNSH è semplice: basta descrivere l’impatto del progetto sui 6 obiettivi e dichiarare la conformità.

La regola d’oro: non spuntare la casella DNSH senza fare la valutazione. Prenditi 30 minuti per descrivere l’impatto del tuo progetto, allega la valutazione al bando, e dormi sonni tranquilli. Se il progetto è sostenibile (e la maggior parte dei progetti di digitalizzazione, efficienza, innovazione lo è), il DNSH passa senza problemi.

Per verificare il tuo progetto con il nostro tool interattivo, usa il check DNSH in questa pagina.

Per approfondire i criteri ESG nei singoli programmi UE, consulta la nostra guida ai criteri ESG nei fondi europei 2026.


Articoli correlati:

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *